Vigna 78: conoscere il suolo, una zona alla volta

Da lontano, i filari disegnano un unico paesaggio. Per conoscere il terreno, però, occorre guardare più da vicino. Le analisi del settembre 2023 sul progetto chiamato «Vigna78» raccontano proprio questo: nella stessa area, i campioni mostravano differenze di argilla, sabbia, sostanza organica e nutrienti.
È una tappa della progettazione che ci piace condividere con chi ama il vino. Prima dei filari e della vendemmia, c’è una domanda molto concreta: che cosa troveranno le radici?
Argilla, marne e calcare
La relazione agronomica del 1° settembre 2023 collocava i terreni esaminati nella formazione geologica di Sillano. Descriveva una matrice prevalentemente argillosa, con marne, calcari marnosi e calcareniti. Il quadro generale era il punto di partenza; il confronto fra i campioni aggiungeva i dettagli.
Tre campioni, differenze da conoscere
Il campione 4 era argilloso e mediamente calcareo. Nel campione 5 emergeva una componente sabbiosa più marcata. Il campione 6 era nuovamente argilloso, ma al momento del prelievo mostrava meno sostanza organica degli altri due.
Le analisi guardavano anche ai nutrienti. Il fosforo risultava basso e poco disponibile; variavano il potassio e i rapporti con magnesio e calcio. Nel progetto, queste differenze portarono i tecnici a proporre indicazioni distinte per le varie zone.
Una zona più sabbiosa, un’attenzione diversa
La relazione del 15 settembre 2023 individuava, nell’appezzamento denominato «Vigna78», una zona più sabbiosa e con una capacità di scambio cationico inferiore rispetto alle altre. Il tecnico la considerava più esposta alla siccità nei primi anni di impianto, quando le radici non si sarebbero ancora approfondite.
È un esempio di quanto una lettura ravvicinata possa essere utile: una differenza nel terreno diventa una domanda da affrontare già in fase di progetto. Il racconto di queste analisi riguarda quel momento del 2023, prima dell’impianto previsto.
La nostra idea di vino parte dai luoghi
A Terre di Giorgio mettiamo al centro i vitigni autoctoni toscani e l’identità delle singole parcelle. Guardare le differenze del terreno è un modo per avvicinarsi a questa filosofia: conoscere un luogo nella sua particolarità, dedicargli attenzione e lasciare spazio alle domande.
È lo stesso filo che desideriamo ritrovare nell’ospitalità e nella cucina: un’esperienza in cui paesaggio, tavola e vino appartengano allo stesso racconto. Se vuoi conoscerci meglio, comincia dalle nostre vigne e continua con i vini di Terre di Giorgio.
